lunedì 4 marzo 2013

Katanga Express: That's all folks

Quando si dice che il buongiorno si vede dal mattino...
Normalmente non faccio avanti e dietro dal bancone di un bar. Non sono "caffeinomane", cioè almeno questo credevo fino ad oggi, nè quantomeno trovo interessante la visione del barman.
Non basta una vita per conoscere e comprendere tutte le smussature del proprio carattere. Ogni gesto, ogni azione ci riserva una lezione, il nostro compito è solo arrivare a comprendere la morale prima di chiudere gli occhi ed abbandonarsi al meritato riposo. Si, lo so, forse avrò un po' scocciato: monologhi interiori super-depressivi per non parlare di uno spiccato senso di pessimismo. Però credetemi anch'io non vedo l'ora che tutta questa storia finisca.
Dopo l'ennesimo caffè, uscii in cerca di nicotina.
<< Ho finito le sigarette, Compà me ne offri una?>> dissi al corpulento barman che oggi non so perchè indossava vestiti anni ‘80. 
<< Certo, ma dopp vst’j kkatts ( trad. E’ giusto l’ora di andare a salutare Franco il proprietario del tabacchino e magari comprarle) 
<<Mo vag’ ( trad. Ero proprio in procinto di andare )>> risposi con un'aria un po’stizzita. 

Consumai, anche se sarebbe più giusto dire, “svampai” l’ennesima sigaretta della giornata, ed entrai in macchina. Ci misi più di 5 minuti per mettere in moto il mio catorcio, ma onestamente non so il perché. 

Il tabacchino non era molto lontano dal bar, ma decisi di allungare optando per la strada più lunga. 

Durante il tragitto, più lungo e più malinconico del solito, numerosi ricordi mi affioravano in mente. Avevo brutti presentimenti. Stamattina avevo tutt'altri presupposti e onestamente non mi aspettavo una giornata così emotivamente carica. 

Arrivato a destinazione, comprai le sigarette e ritornai in macchina. 

Misi un po’ di musica soft, ho pensato chissà magari potesse rilassare i miei nervi tesi come corde di violino. 

Se guardi il Telegiornale, qualsiasi, o leggi qualsiasi tipo di giornale, di queste cose ne troverai a bizzeffe… Di sicuro, non capisci cosa si prova finché non succedono a te. 

I brani scivolavano lenti. Avevo realizzato personalmente questa compilation per scaricare la stanchezza quotidiana. Non nego di aver ricevuto un aiutino, ma solo per decifrare il programma di masterizzazione. Era in inglese che per me è arabo. Avevo persino disteso il sedile per allungare le gambe e raggiungere il mio nirvana. 
Nel momento di maggiore relax, lo squillo del mio cellulare disturbò il silenzio e non portò buone notizie. Persi 10 minuti per assimilare il colpo. Rimasi senza parole, attonito sul sedile della mia Fiesta. 

Alla fine di tutto ebbi solo un pensiero in testa. 

<< Comunque quelle polpette m’en rumast n’gann’. >> 

(andrò a dormire con il desiderio di addentare le polpette che era solita fare mia suocera la domenica, il dì di festa).

7 commenti:

  1. Mamma come sono rimasta male!!!

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  2. Sembra sott'intendere che è morta la suocera, detto brutalmente, per'altro se è così, faccio condolianze e inoltre aggiungo i complimenti a chi ha scritto quest'articolo perchè ha detto una cosa brutta senza farla pesare minimamente, come solo i veri scrittori sanno fare!

    Se invece ho preso un'abbaglio, solo complimenti per l'articolo al suo autore!

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    1. Ti ringrazio per i complimenti :-D
      ho scritto questa storia un po di tempo fa anche se non ti nego qualche riferimento biografico. ;) Onestamente però non vorrei svelare il mistero... Spero la storia ti sia piaciuta

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  3. Ma la uccidono??????

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  4. io la titolerei "storia di un consumatore materialista e comunista"
    Critica puramente costruttiva ;)

    A parte questo si nota che è un testo scritto senza pretese (ortografiche) ma suscita tanto (apparentemente senza volerlo), complimenti ;)

    Tony

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  5. Bellissima! Ad un certo punto pensavo ti riferissi alle mie polpette! Bella davvero!

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